Perché nessuno ti ama?

Sono sempre stata attratta dalle persone sbagliate.

È qualcosa che va oltre l’autocontrollo. Ancora prima di parlarci io mi sento spingere verso di loro. Salvo poi venire a conoscenza che sono fidanzati o non ricambiano. Sembra ci provi gusto a interessarmi solo a chi non posso amare. Se noto del distacco o uno sguardo di sufficienza, quello per me è amore. Passo le ore a chiedermi perché io sia così. Cosa mi è successo? C’è stato un evento nella mia infanzia che ha provocato il mio tipo di attaccamento nei confronti delle persone?

Ho letto liste infinite di articoli che mi spiegavano l’attaccamento ansioso, evitante, la limerance, ma niente.

Più ne so e più mi allontano da ciò che è il vero problema: Questo vuoto che ho al centro del petto.

Non ti dico quante e quante volte ho rincorso qualcosa che somigliava a ciò che volevo, per poi vedermela sfuggire tra le dita. Per un periodo sembrava che non ci fosse modo per me di essere amata. Perché è quello il punto. Essere amata.

Per me essere amata significa essere capita, essere vista e desiderata. Avere qualcuno che mi cerca, che voglia passare il suo tempo con me. Sapere di essere una delle priorità. Sapere di non essere sola al mondo. Eppure, nonostante lo voglia tanto, non ho mai trovato una reciprocità simile. Non importa quanto io faccia, quanto io forzi la situazione, quanto dia all’altro.

La verità è che le persone come noi amano a condizione. Siamo affamati, disperati e il panico ci stringe la gola al pensiero di perdere anche un briciolo dell’interesse che ci è mostrato. E finiamo per dare aspettandoci qualcosa in cambio. Se io sono carina, disponibile, e gentile, sicuramente mi vorrà bene. E allora perché ti arrabbi a vedere che ci sono individui là fuori che non si impegnano poi tanto, ma ricevono comunque l’affetto di chi vogliono?

Accendi il telefono e non c’è mai una notifica. Ti chiedi il perché ma la risposta è semplice.

Fin da piccola mi è stato detto che ero troppo sensibile, che piangevo troppo, che ero troppo permalosa. Ed era così? Non so. So solo che ora da adulta niente è cambiato nonostante le sgridate e le critiche.

Sento troppo. Le emozioni sono intense, mi invadono e finché non mi hanno colmato, non mi lasciano andare. Avere una crush significa non avere pace. Ossessionarsi, analizzare ogni singolo dettaglio, e morire un po’ ogni giorno perché non si può sapere se si è ricambiati.

Ho avuto poche crush nel corso della mia vita, ma una in particolare mi ha gettato nella depressione più incolore possibile. L’ho incontrata al mio secondo anno di università. È stato un colpo di fulmine. Quando l’ho vista, sapevo che era già troppo tardi. La chiamerò Francesca per aiutare il mio lettore. Francesca era un tipo particolare. Alta, androgina e i capelli corti scalati. Era totalmente l’opposto del mio tipo, almeno fino a quel momento. Non è stato però un problema attaccare discorso con lei. E più ci parlavo, più ne rimanevo affascinata, costruendo un castello nella mia mente con il suo volto sulla cima.

Passando il tempo con lei, cresceva dentro me una sensazione che era famigliare ma allo stesso tempo estranea. Come se una mano mi stringesse il cuore a intervalli. E la pancia avesse delle gambe per cambiare posizione a suo piacimento. Cos’è? Mi chiedevo la notte mentre mi rigiravo nel letto, incapace di addormentarmi. Ma ero così impegnata con le lezioni, gli esami, che non avevo veramente il tempo per sedermi e ascoltare il grido che il mio corpo esprimeva. Qualche mese dopo Francesca mi rivelò di essere fidanzata e, come c’era da aspettarsi, il mio cuore raggrinzì sotto quel duro colpo. Come se ne avessero spremuto ogni goccia di sangue e gettato poi a terra.

Faceva male, si.

Ma non volevo smettere di parlarci, perché c’era un piccolo, minuscolo sassolino speranzoso che cresceva in me e che mi sussurrava: ‘Questa è la tua occasione’. E io ho continuato. Continuato a cercarla, a scriverle, a farle favori. Con la convizione che, un giorno, potesse lasciare la sua fidanzata e mettersi con me.

Dopo due anni, niente era cambiato. Solo il mio modo di essere. Avevo smesso di essere allegra, di interessarmi alle persone e a casa piangevo senza tregua. Davanti a lei, ricucivo i pezzi di me stessa, presentandomi senza una sola crepa. Ma quant’è dura mostrarsi senza difetti di fronte alla persona che si ama. Perché sai che neanche lei può essere un rifugio sicuro per te. Solo un’altra persona davanti cui interpretare un ruolo. Finalmente, smisi di vederla. Lei partì per un viaggio e io mi rinchiusi  a studiare per finire in fretta la laurea. Non l’ho più vista e ho eliminato Instagram per non dover smettere di seguirla ,e, allo stesso tempo, non dover vedere com’è andata avanti nella sua vita, senza me.

Avevo capito che non stavo bene. Che il mio modo di amare faceva male a me e a chi amavo. Ma ancora oggi, non riesco a dare un senso a questa bocca spalancata che non è mai sazia.

L’unica nota positiva di questa storia è che ho potuto comprendere meglio la mia sessualità,. E più importante di qualsiasi altra cosa, ho scoperto il mio sogno. Un’altra delle cose che ho sempre cercato.

Oggi, quando provo sentimenti forti nei confronti di qualcuno, mi ci immergo lentamente, ma ancora la paura mi frena. So solo che prima o poi arriverà il gorno in cui imparerò ad amare senza condizione, e a stare bene da sola, con me stessa.

Nell’attesa, scrivo e prego.